pescatoredasterischi[at]gmail.com
Ge | flotteur
Archivio 'certa passione'
Pubblicato in certa passione

Ascolta la voce tuonante, perfetta.
Bianca, bianchissima: una morsa, la stretta.
Impara a capire che cosa è importante,
è inutile il vento se rimani distante.

E’ una musica, una musica, una musica.

E’ vero, dunque. L’amore riempie gli spazi. L’amore decide i minuti e i respiri.
Ed è vero. L’amore è rosso. E’ liquido. E’ paura: senza paura non è amore. E’ un costante affanno.

Sbigottito assisto alla resa e con un piacevole senso dell’analisi passo in rassegna ogni sintomo.

E’ vero, allora. L’amore è nello stomaco. Scende, si contorce e risale.
Ed è vero. L’amore confonde le voci e appanna la vista. E’ malattia: senza malattia non è amore. E’ un fermo convincimento del giusto.

Ascolta la voce tuonante, perfetta.
Bianca, bianchissima: una morsa, la stretta.
Impara a capire che cosa è importante,
è inutile il vento se rimani distante.

E’ una musica, una musica, una musica.

Ge


Jon Clary

Comments Off 11.06.2010. 17:49
Pubblicato in certa passione

Ogni amore ha una sua linea, un principio ed una fine. Ogni amore nasce senza un preciso motivo. E senza un preciso motivo muore.

L’ostinato chiede perché. Chi abbandona non ha risposte. O forse: trova risposte non dovute, inutili giustificazioni per quello che non c’è più.

Possibile? Eravamo unici, incredibilmente unici. Come è potuto finire tutto?
Riguardo le foto di quella vacanza, ci sei tu col sole negli occhi. Ci sei tu che mi guardi con desiderio.
Dov’è finito tutto quel trasporto, quell’ardore?

L’ostinato chiede perdono. Crede di poter cambiare le cose. E’ convinto di aver sbagliato qualcosa, detto qualcosa di sbagliato. Di aver dato troppo, o troppo poco. Di aver voluto tutto subito, di non aver capito.

La verità è che ero diventato un’abitudine, sempre presente. Tra di noi mancava la piacevole sensazione dell’attesa. Avrei dovuto farmi desiderare di più e non diventare quell’amico solerte e affidabile al quale chiedere qualsiasi cosa ma non la passione.

L’ostinato non guarda la realtà. Vede le cose ma non guarda come esse realmente sono.
E cioé. Che la passione ha un tempo, una modalità di svolgimento precisa. Che l’innamoramento esplode in maniera del tutto irrazionale e senza ragione va’ gestito. E quando il tumulto passa, quando il fremito cessa, tutto scompare con la stessa irrazionalità che origine gli ha dato.

Ge, erano giorni si


Rosson Crow

Ge

Comments Off 23.03.2010. 18:14
Pubblicato in certa passione

Non conta o conta poco quanta fame di denaro possiate avere. Conta cosa siete disposti a fare per averne tanto, di più.
Questa mia è una confessione dovuta. Un ammirevole e sincero sintomo di colpevolezza.

Non rispetto il denaro, lo uso. Non ho mai dato importanza a come spendere.
Dimentico le cose comprate, le tratto male e non ne sono affatto geloso. Regalo. Do in prestito. Restituisco. Non conservo. Butto via. Cerco di isolare gli oggetti, di creare il vuoto. Detesto la folla delle cose.

Allo stesso modo, con lo stesso approccio disincantato, non biasimo chi vuole arricchirsi. Anzi. Resto convinto del forte legame che sussiste fra chi chiede al denaro nuove possibilità e chi lo fa in amore, negli affetti.
Chi vuole più soldi è generoso. Anche col cuore.
Chi vuole più soldi, chiede di più. Anche col cuore.

Che sta nel dai e dai delle meretrici.

Tacchi lucenti, una linea bianca sul comò. Un volo, un assaggio, il forte vento: tuonò. La fame. Un bacio bagnato. Un tuffo nel mare agitato. Da sogni lucenti, come i tacchi pungenti. Un po’ di cioccolato, una corsa senza fiato.

Ge


Viktor Pivovarov

Comments Off 06.03.2010. 00:54
Pubblicato in certa passione

Le notti di gennaio sono fredde e tutte a blocchi. Pigre, poco lucenti. Il bianco latte copre il cielo del giorno che veloce scompare. Il buio senza stelle, nè luna, nè nuvole confortanti, inonda tutto e tutto rende fermo.

A volte se in piena notte mi fermo a guardare in alto, il cielo neanche c’è.

Succede così che in certe volte (celesti) un qualsiasi evento fuori rotta, un qualunque seppurminimo cenno di novità, riesca e possa smuovere la noia.

Ed è così che tutta intera la circonvallazione di Milano che taglia San Siro (e le sue luci), i navigli (e le ombre dell’acqua sempre lenta), corso San Gottardo (e quel suo grigio così disperato) si trasforma in una gigantesca scia di colore e velocità, che prende forza man mano che le mie mani prendono forza.

Non sono bravo con l’amore. Mai stato bravo con l’amore.


Jon Clary

Comments Off 26.01.2010. 18:23
Pubblicato in certa passione

E’ bastata una settimana per tornare figlio.Legato dal sangue, dallo sguardo sempre severo.
E’ bastato davvero poco: qualche ora di treno, una valigia stracolma e tutta una serie di pregiudizi da abbattere.

Mia madre è una donna bellissima. Sincera. Volenterosa.
Con un unico vero difetto: non aver trasferito su di me tanti dei suoi pregi.

Non ho il suo senso del dovere, manco di programmazione. Molti mi giudicano un ottimo coordinatore, di spazi e di tempi, ma fingo: io brancolo.
Mia madre è com’era mio padre. Persone sicure. Mai impreparate. Una vita fatta di certezze: la casa in città, la casa al mare. lavori stabili, e oggi stabile pensionamento. Cura dei figli, ancora oggi come allora. Cura degli affetti, mai tralasciati.

Avere mia madre qui con me, nella mia nuova casa a Milano, mi ha reso fragile. Quasi impreparato.
Io non so una montagna di cose che lei sa. Io non so come risolvere certe piccole questioni che lei sa sempre come affrontare: una bolletta in ritardo; le riunioni condominiali; l’idraulico che alza il prezzo; o anche la spesa migliore al miglior prezzo.

Mia madre ha rivoluzionato gli armadi e i cassetti, ha rimescolato giacche e calzini. Adesso, lo ammetto, vestirmi ogni mattina è più facile.
Mia madre non perde la fastidiosa abitudine di sgridarmi se, appena rientrato dal lavoro, non tolgo le scarpe e mi metto comodo; ma soltanto lei è riuscita a togliere quell’orribile macchia bianca sul mio parquet.

Ed io la adoro.

Ge

Comments Off 26.11.2009. 15:16
Pubblicato in certa passione

Milano in agosto è erotica. Sexy. Solitaria e quasi avvenente.
Sarà il caldo che buca il cervello o questo silenzio che rende tutti agitati.
Sarà che - rimasti in pochi - si cerca conforto. E confronto. L'’idea sicura che amici, compagni, amanti e mogli siano via, in spiaggia a ribollire i sensi, rende i forzati del cemento più solidali. Come carcerati. Come chi è costretto ad un destino comune.

Non ci sono limiti in pieno agosto. Nessuna barriera regge il peso della solitudine e di quella strana sensazione di onnipotenza.
Le rigide regole autunnali non danno paura e ogni uomo di questa città si sente libero di fare, disfare, collocare, rimodernare. La mente e il cuore.

Milano in pieno agosto è spudorara, quasi pericolosa. Si rischia davvero di lasciarsi andare.


Karin Andersen

Comments Off 03.08.2009. 16:34
Pubblicato in certa passione

Ci sono notti che sembrano film. Che meglio di un film. Anzi, che nessuna trama forse potrebbe per bene narrare. 
Perché notti malandate, tristi ma euforiche. Notti col fiato corto. Notti lunghissime ad aspettare il mattino, sperando poi nella luce.
Notti che a ben guardare abbiamo anche già vissuto.

Ci sono notti che il mare non basta, neanche quel forte e acre odore di mare. Notti in cui Milano sembra lontanissima, e forse lo è davvero.
Perché notti di spiaggia, sabbiosa e lunga uguale. Notti con le mani sudate. Notti cortissime che è già mattino, e la luce non aiuta nessuno di noi.
Notti che a ben guardare non abbiamo mai vissuto.

E’ arrivato il temporale. Lo aspettavamo tutti.
Ha lavato via le macchie sulla pelle e reso lucenti le nostre t-shirt aderenti, verde acido (troppo acido) robotiche e sintetiche. E’ arrivato forte. Ha lavato la cenere fra i capelli crespi e  tolto ogni residuo di dolore ancora impigliato fra le dita dei piedi, adesso liberi di correre veloci verso l’estate.
E’ arrivato il temporale. Ed è stato grosso e scuro, violento e religioso. Accompagnato esso da un pianto lunghissimo e sincero, come sincero è questo intero anno, troppo liquido per poterlo vivere al meglio.

E’ arrivato il temporale, la scossa micidiale. Il cenno, un segno, quell’ultimo tormento.
Ge


Maurizio Bongiovanni

Comments Off 25.06.2009. 11:58
Pubblicato in certa passione

Attendo un temporale, la scossa micidiale. Attendo invano un cenno,un segno, un ultimo tormento.
Attendo l’implosione, la vera inquisizione. Attendo disperato che passi la ragione.
Mi pento e batto il petto.
Mi scuoto, e poi rifletto.
Dimentico e ramingo, ad ogni passo spinto, divento vinto, smunto, fantasma dell’assunto, unico, vero e sincero: l’amore.

Attendo la catarsi, la noia della metastasi. Attendo il terremoto, l’incudine sul fuoco.
Attendo quell’attesa che può donarmi vita. Un nuovo sentimento. Un altro lungo inferno. Il colpo sulle mani e poi lo stomaco domani. Al risveglio.

Attendo la visione, l’ansia, e la prigione. Incatenato al suolo, attendo quel frastuono.

Beato, lascivo, irrimediabilmente vivo.

Ge


Hernan Bas

Comments Off 15.06.2009. 16:24
« Post Precedenti