Storie di tutti i giorni è la prima canzone che ho imparato a memoria. Da bambino, si e no 6 anni.
Me lo ricordo come se fosse ieri. Riccardo Fogli nel suo smoking perfetto, migliaia di fiori rossi intorno e noi a giocare al “San Remo dei piccoli”.
Riccardo Fogli vinse il suo San Remo. Io vinsi il mio.
Stanotte al gelo aspettavo il tram. Si può essere più stupidi? Arrivare all’automatico e mettere il diesel nello scooter. Cazzo, un gesto meccanico fatto per 15 anni, si è rivelato un enorme guaio che mi costringe alla mercé del traffico milanese.
Stanotte al gelo aspettavo il tram. E ti ho vista andare via e ho pensato che da tanto non ti vedevo, e non restavo ammirato da quanto i tuoi occhi sanno dire.
Ho ripensato a quella volta che mi hai detto: “sai, ho pensato a noi due insieme…” Quella volta, tornando a casa ho fischiettato “Storie di tutti i giorni”.
Stanotte, sul tram, dove viale Sabotino incrocia Ripamonti, ho visto un manifesto: Gran Galà di Capodanno con Riccardo Fogli.
Arrivato in Porta Ticinese, ero già al punto cruciale “Storie come anelli di fumo, in un posto lontano, senza nessuno. Solo una notte che non finisce mai“.
E’ pazzesco. La ricordo ancora tutta.
Ge

Hernan Bas