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Ge | flotteur
Archivio August, 2007

Eccomi a Milano, più scuro in volto, asciutto e asciugato dai 25 giorni appena trascorsi. Rimettere mano al pc, alle mille email da scartocciare, alle conversazioni di fronte alla macchinetta del caffè, stranamente non mi inquieta più di tanto. Quest’anno il rientro è facile, quasi dovuto. Come a dire che l’estate fatta, consumata dal nord al sud dell’Europa mi ha soddisfatto.

Un’estate strana, cominciata con una compagna di viaggio forse sconosciuta, con la quale ho solcato i Paesi più freddi e la costa mediterranea meticcia e sgangherata.
Stoccolma e Barcelona. Due città, un unico punto di vista per chi come me ha ingoiato con gli occhi ogni gesto, ogni finestra aperta o chiusa, ogni smania incontrollata di conoscere, dire, camminare, toccare e far volare più in alto la voglia d’amore.

Stoccolma fredda e sovietica, ma romantica nei vicoli stretti di Gamlastan. Barcelona bizzarra e viva, ma romantica anch’essa nel buio di una panca di metallo, dove il mio cuore per un attimo si è fermato a guardare quegli occhi così stanchi, quelle mani libere di spiegare.
Certe cose non si raccontano. Neanche il più bravo degli scrittori riuscirebbe a dare il senso preciso di questo viaggio.
Anche se. Alle 6 del mattino, in un posto non precisato di un locale dal nome dimenticabile, nel bel mezzo di una Barcelona ancora sveglia, una mareggiata mi ha colpito in pieno viso ed è bastato un bacio, bellissimo e poetico, a riaprirmi il cuore, dopo il disagio sentimentale degli ultimi mesi. E a farmi fuggire via, abbandonare Barcelona verso Roma per tre giorni di passione intensa.

E’ un’estate strana. Lindsay Lohan ha il futuro segnato. Patetica, alcolizzata, persa a soli 21 anni. Dicono che la sua carriera sia finita. Che è destinata all’oblio. Io tifo per lei. Perché nella pratica dei sentimenti, in quella ridotta voglia di affetto innalzata al potere, oggi io credo in Lindsay Lohan, e non accetto chi è perfetto, chi sbaglia poco (e male), chi non sa cadere per restare a terra, fissare lo sguardo al cielo e diventare così migliore.

Ge

Comments Off 28.08.2007. 12:56
Pubblicato in life contest

Girare nudo per casa qui non è più possibile. Le amiche di mia madre affollano la cucina, chiacchierano forte della vacanza in Croazia che le aspetta a settembre e ammirano le mani svelte di mamma intenta a confezionare teglie extralarge di parmigiana al forno per la festa del quartiere.
Questa casa è cambiata. La mia vecchia stanza è diventata una specie di cantina per cose che “magari un giorno serviranno” e alle finestre ci sono cancelletti in ferro battuto, perché “ormai Salerno è presa d’assedio dai rumeni che svaligiano tutto…e ti picchiano pure sti fetenti, che se non ci stai attento finisci morto ucciso per 50 euro“.
Le cose cambiano, e sono cambiate: è vero. Ma sono contento di vedere mia madre in piena attività, anche se mi guarda con disprezzo ogni qual volta scopro il tatuaggio, e si batte il petto per la mia barba incolta: “eccolo lì, uno zingaro. ti ho laureato, cresciuto come un signore e adesso sembri un carcerato“.

E’ la prima estate senza Palinuro. La prima della mia vita. E d’ora in avanti, per il futuro sarà così. Abbiamo venduto la casa della mia felicità. Sono bastati NonSoQuantiMila euro per cancellare 30 anni di amore, di libertà, di progetti e desideri.
Palinuro resterà nelle mie mani ansiose per sempre. E vorrò ricordarla così, come quel posto incantanto, laggiù verso sud, dove vent’anni fa in cinque stretti in una macchina, solcavamo le curve sempre troppe ripide e aspettavamo il mare, sempre troppo freddo.
Perché in quella casa, di fronte al porticciolo verde e cobalto, in quel giardino affannosamente coltivato ad arance e limoni, la nostra famiglia ha dato un senso perfetto all’idea di felicità dei miei genitori. Alla voglia di costruire e amare i loro tre figli come unici e bellissimi.

E’ stata un’estate lunga e piena di cose.
Stoccolma, Barcelona e adesso qui a casa a Salerno a guardare questa città sempre uguale.

Ge


Ling Jian

Comments Off 24.08.2007. 12:02