Oh Mara, dolce Mara…mi ricordo di te sai?
Mi ricordo di te all’uscita di scuola, col sorriso pronto e le gambe accavallate sul motorino. Mentre stropicciavi quel panino a piccoli morsi, con l’eleganza tipica di chi sa di essere guardata.
Sono lontani quei tempi Mara, quando Salerno era tutto il nostro mondo e la piazzetta di fronte al Liceo sembrava un universo di emozioni e grandi prospettive. Dove tutto cominciava e tutto finiva.
Mi ricordo poi di te anche all’Università, ma lì eri già diventata una piccola star. Il volto familiare che girava l’Italia per raccontare di tradizioni e focolari, di gnocchetti fatti a mano e di quel buon vino rosso dal sapore consolatorio. Già allora capivo che avevi scelto una strada e che quella ragazzetta sveglia del Liceo, delicata e rock allo stesso tempo, si stava trasformando in un’icona dei buoni sentimenti all’italiana.
Ho in mente un aneddoto, chissà perché mi è rimasto così impresso. Io e te seduti accanto all’esame di Procedura Penale. Entrambi ad aspettare la domanda finale della prof. per la conferma voto. Io, con la mia ora e mezza di interrogazione, avevo conquistato un 23 che mi pareva tutto il bene possibile; tu, minigonna e labbra (all’epoca già) gonfi(at)e e lucide come le frasette love che lasciavi sul muro dei bagni con l’uniposca fucsia, portavi a casa un ricco 28 dopo neanche dieci minuti di scena muta.
Che strano, e che bello sentirti poi raccontare in tv di quanta passione mettessi nei tuoi studi e di quanto amassi la giurisprudenza.
Quando anche tu sei scesa in campo poi, capolista Forza Italia nella nostra città che sembrava volerti riconoscere più il ruolo di amante cattiva del Cavaliere Azzurro che i cenni effettivi di stima professionale, ho pensato fossi pronta al grande salto, e così è stato…
Essì Mara Mara, i tempi della scuola sembrano lontani. Però… quando ieri ti ho vista nel tuo completo “blu donnaimpegnata”, con quel taglio di capelli “casta&diva” urlare come una ragazzina anni ‘80 al concerto dei Duran Duran e saltare come la pallapazza piena di lustrini e paillettes alla notizia della caduta del Governo Prodi, ti ho riconosciuta: punk e puttanella come solo tu sapevi essere in quei pomeriggi di provincia salernitana annoiata…

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