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Ge | flotteur
Archivio January, 2008

Oh Mara, dolce Mara…mi ricordo di te sai?
Mi ricordo di te all’uscita di scuola, col sorriso pronto e le gambe accavallate sul motorino. Mentre stropicciavi quel panino a piccoli morsi, con l’eleganza tipica di chi sa di essere guardata.
Sono lontani quei tempi Mara, quando Salerno era tutto il nostro mondo e la piazzetta di fronte al Liceo sembrava un universo di emozioni e grandi prospettive. Dove tutto cominciava e tutto finiva.

Mi ricordo poi di te anche all’Università, ma lì eri già diventata una piccola star. Il volto familiare che girava l’Italia per raccontare di tradizioni e focolari, di gnocchetti fatti a mano e di quel buon vino rosso dal sapore consolatorio. Già allora capivo che avevi scelto una strada e che quella ragazzetta sveglia del Liceo, delicata e rock allo stesso tempo, si stava trasformando in un’icona dei buoni sentimenti all’italiana.

Ho in mente un aneddoto, chissà perché mi è rimasto così impresso. Io e te seduti accanto all’esame di Procedura Penale. Entrambi ad aspettare la domanda finale della prof. per la conferma voto. Io, con la mia ora e mezza di interrogazione, avevo conquistato un 23 che mi pareva tutto il bene possibile; tu, minigonna e labbra (all’epoca già) gonfi(at)e e lucide come le frasette love che lasciavi sul muro dei bagni con l’uniposca fucsia, portavi a casa un ricco 28 dopo neanche dieci minuti di scena muta.
Che strano, e che bello sentirti poi raccontare in tv di quanta passione mettessi nei tuoi studi e di quanto amassi la giurisprudenza.

Quando anche tu sei scesa in campo poi, capolista Forza Italia nella nostra città che sembrava volerti riconoscere più il ruolo di amante cattiva del Cavaliere Azzurro che i cenni effettivi di stima professionale, ho pensato fossi pronta al grande salto, e così è stato…

Essì Mara Mara, i tempi della scuola sembrano lontani. Però… quando ieri ti ho vista nel tuo completo “blu donnaimpegnata”, con quel taglio di capelli “casta&diva” urlare come una ragazzina anni ‘80 al concerto dei Duran Duran e saltare come la pallapazza piena di lustrini e paillettes alla notizia della caduta del Governo Prodi, ti ho riconosciuta: punk e puttanella come solo tu sapevi essere in quei pomeriggi di provincia salernitana annoiata…

Ge

Comments Off 25.01.2008. 11:47
Pubblicato in life contest

Cara Miuccia, come stai?
Immagino tu sia stanca e ancora presa dal gran clamore di questa settimana milanese della moda. Ti ho intravista l’altro ieri, con lo sguardo perso e tanta voglia di riposo. Avrei voluto dirti delle cose, parlare con te. Raccontarti di me e di quanto, fin da ragazzino, ho ammirato il tuo lavoro.
Ricordo ancora quelle scarpe bianco panna, con i fori irregolari che tagliavano a sangue il mio piede cicciotto. Ah quant’ero felice di indossarle.
Ed anche quella magliettina rossa che mi fasciava la pancetta soda da 23enne. Quanto mi piaceva. Quanto…
Bei ricordi ed anche qualche rammarico, lo ammetto. Perché tu cara Miuccia hai sempre disegnato e prodotto cose bellissime (per uomini bellissimi) ma che noi over50 (di  taglia, non d’età eh) non abbiamo mai potuto vivere con libertà.

Eppure quest’anno le cose sembravano cambiate per me. Ho perso chili, grazie a tanto stress e al lavoro sempre meno comodo. La mia pancetta si è asciugata, i rotolini quasi scomparsi. Anche le mie gambotte…non sembrano più quelle di un mini lottatore di sumo. Grazie ad una vita sregolata e poco sana ho raggiunto il piacere fisico dell’essere robustello, e non più grassoccio. La consapevolezza di poter entrare in un negozio e comprare i tuoi vestiti.

Ed è per questo che ho aspettato questa tua nuova collezione, immaginando la follìa compiuta per un completo ideato da te, per una stoffa abilmente lavorata.
Oh cara Miuccia, l’attesa era tanta. Stranamente, per la prima volta nella mia vita, mi sono guardato intorno e ho cercato di capire cosa fosse out e cosa trendy (oh yeah). Cosa andasse indossato e cosa no. Evitando così di rifugiarmi nei miei soliti maglioncini basic.

Eppure mia splendida musa, artigiana del bello, mente geniale che ha rivoluzionato i miei gusti, dopo tanto vano attendere mi ritrovo qui perplesso, anzi deluso.
Smarrito guardo le foto della passerella, ancora meno pago mi soffermo di fronte alle immagini che raccontano queste tue idee così fuori controllo.

Dimmi un po’ mia cara: ma davvero credi che possa andarmene in giro così agghindato?

Collezione Prada autunno/inverno 2008-09

Comments Off 15.01.2008. 18:25