pescatoredasterischi[at]gmail.com
Ge | flotteur
Archivio February, 2008
Pubblicato in life contest

Care amiche lettrici, alla luce degli argomenti già trattati, questo esaustivo post ha il fine ultimo di spiegarvi “come essere e cosa fare” per conquistare (e tenervi) un uomo. Il testo vi viene consegnato non soltanto dal sottoscritto ma anche dall’amico Rik. Vi consigliamo di stamparlo e tenerne una copia sempre a portata di mano (attaccata al frigo, piegata nel portafoglio, riposta fra la biancheria intima).

LE DIECI REGOLE D’ORO PER ESSERE UNA PERFETTA FIDANZATA

Regola uno (la regola base) - Cominciamo dall’ABC. La fidanzata perfetta deve essere elegante, nel total look quanto negli accessori. Deve avere un bel portamento e saper sorridere quando serve. Non si legga (mai)  in lei uno sguardo di sfida. Con gli occhi complici e caritatevoli, la donna perfetta deve saper accogliere con amorevole comprensione le difficoltà giornaliere che il rapporto di coppia può presentare. Senza palesare altresì disagio o nervosismi.

Regola due (la regola sociale) - La donna deve saper stare in compagnia, ma in maniera discreta e mai eccessiva. Bandite dunque le donne che raccontano le barzellette, che fischiano e che emettono gli urletti al passaggio di un fondoschiena sodo e ben tenuto. La fidanzata perfetta sorride, non ride. Accenna simpatia nei confronti degli amici maschi del fidanzato imperfetto e mai, mai, si intromette in una discussione sul calcio. Che Dio perdoni la donna tifosa.

Regole tre (la regola del cibo) - Una vera signora mangia poco e con disinvolta distrazione. Non pronuncia frasi come: “muoio di fame“, “se non mangio qualcosa svengo” o peggio ancora “uh sono così affamata che mi mangerei un vitello intero“. Saranno ritenuti inaccettabili gli sbrocchi tipici dell’alcool e certe scene bulimiche da fame chimica. La fidanzata perfetta non si ubriaca, nè si inebria, nè si lascia andare in brindisi copiosi e soprattutto non si mostra mai inadeguata o troppo vivace.

Regola quattro (la regola della casa) - A seconda che l’uomo scelga di accogliere in casa la prescelta oppure che i due vivano ognuno nei propri spazi, la fidanzata perfetta manterrà un comportamento ben delineato.
In ipotesi di convivenza, curerà la casa, provvederà alla spesa (consapevole e ragionata) e cucinerà piatti ben strutturati e sani (non soltanto nei weekend). Potrà servirsi di un aiuto domestico ma soltanto in orari strategici, senza comportare alcun fastidio alle attività del maschio. Terrà in ordine gli ambienti, senza diventare eccessivamente igienista.
Nell’ipotesi di vita separata, invece, la fidanzata perfetta non potrà accedere al nido maschile senza un preciso invito. Nè avrà le chiavi della casa, nè potere decisionale su arredamento, acquisti anche compulsivi, gestione del denaro ed inviti. Potrà però chiedere un spazio riservato alle sue cose personali nel momento in cui si presentino numerose le occasioni di intere notti insieme.

Regola cinque (la regola della famiglia) - Secondo le buone regole della famiglia italiana, la giovane nubenda dovrà portare rispetto per i familiari del suo uomo. Partecipare ai pranzi domenicali e alle feste comandate. Mostrarsi amorevole e cordiale con le altre donne di casa, nello specifico: madri e sorelle del giovane, il quale in questo modo costruirà il suo harem affettivo senza crisi di gelosia e inutili perdite di tempo emotive. Con i componenti maschi della casa, invece, la fidanzata perfetta non avrà relazioni di alcun tipo. Da evitare assolutamente.

Regola sei (la regola della carriera) - La fidanzata perfetta è donna indipendente, volitiva, decisa ed organizzata. Una tigre sul lavoro, una miciona fra le mura di casa. Viaggia per lavoro, organizza incontri e riunioni, macina di fila anche 12 ore di fatica al giorno senza però mai emettere un lamento. Non sono computabili sfoghi isterici di malconento, reazioni capricciose dovute a cattive relazioni con i colleghi, momenti di panico ingiustificato e desideri carrieristici eccessivi. La donna impari ad ascoltare ciò che il suo uomo ha da raccontare e a spronarlo nell’impegno, senza mettere a paragone le loro diverse situazioni lavorative.

Regola sette (la regola del tempo libero) - Ogni uomo gestisce il proprio tempo libero cercando di dividere al meglio spazi e tempi fra fidanzata e amici. Dal rituale maschile dell’aggregazione goliardico-infantile, la donna è ovviamente esclusa. Così come dalle attività ludico-sportive, dalle cene stile rimpatriata, e da certe serate definite “di libertà”. La donna organizzerà col suo uomo serate al cinema e al teatro, preoccupandosi di individuare spettacoli che non risultino noiosi e troppo “femminili”, e si preoccuperà delle vacanze insieme, dalla prenotazione dei voli e degli hotel, fino agli itinerari…stabiliti però previo consenso dell’uomo. Potrà anche gestire parte del suo tempo libero con le amiche, ovviamente, scegliendo di buon gusto situazioni sempre consone al rispetto a cui è tenuta. Saranno per lei banditi: weekend e feste a casa di amici, laddove ci siano anche invitati maschi; addii al nubilato e feste dell’8 marzo, non per il timore che possa commettere qualche sciocchezza, ma semplicemente perché tali attività sono universalmente riconosciute come “di basso profilo” e la fidanzata perfetta con i capelli raccolti di un biondo naturale indossa un sottile filo di perle, non di certo giarrettiere rosso fuoco e stivaletti con i tacchi a spillo.

Regola otto (la regola della vanità) - La donna, questo si sa, è femmina e naturalmente vanitosa. L’uomo apprezza che la sua compagna si mantenga in forma, faccia palestra e sappia vestire. Sia curata sempre, anche nei momenti di più intimo relax e non venga mai colta in fallo con orrori inacettabili quali: ricrescita bicolor sui capelli, peli superflui, occhiaie e borse sotto gli occhi, pelle lucida, mani non curate. Se avete la sfortuna di non essere dotate delle caratteristiche fisiche basilari per essere una fidanzata perfetta, e cioé: tette grosse, culetto tondo, gambe lunghe, caviglie sottili…non perdetevi d’animo. Sappiate però camuffare al meglio queste vostre mancanze genetiche.

Regola nove (la regola del sesso) - Se fra la gente, in società, in famiglia e sul lavoro la fidanzata perfetta deve essere discreta, cordiale, gentile e sempre pacata, a letto l’uomo vuole la donna maiala. Chiaro? Detta così sembra facile ma non lo è. La fidanzata perfetta deve lasciare intendere al suo uomo che soltanto con lui, grazie a lui e imparando da lui, sa essere maiala e che prima di lui mai aveva fatto certe cose. La fatidica frase “lo faccio perché ti amo e perché voglio che tu sia felice” resta sempre la migliore opzione di dialogo a letto. In quest’ottica siano onorati i desideri di gratificazione orale, anale, lesbo, di gruppo e di sperimentazione giocherellona.

Regola dieci (la regola finale) - Ogni storia è ovviamente diversa dall’altra. I rapporti si costruiscono in due e certe regole talvolta vanno a farsi benedire. E’ pur vero che una linea guida serve laddove voi, care amiche, siate emotive e facili al panico da cotta adolescenziale. Quindi, va bene trasgredire la regola (ogni tanto eh) purché si viva la consapevolezza di andare incontro al disastro e quando questo succede, ricordate: testa alta, poppe in fuori e via…verso nuove conquiste.

Ge - featuring Rik

 

Comments Off 22.02.2008. 17:34
Pubblicato in life contest

Sembrano finiti i giorni bui della patonza italica, o sgnacchera dir si voglia.
Dopo lunghi anni di disaffezione, ridotto il suo aplomb ai minimi storici, Milano sembra oggi riscoprirne il piacere.

Perché - ammettiamolo - in questa città dove tutti sono: un po’ gay anche troppo gay, curiosi aldilà dell’amichevole curiosità, drogati di ogni droga che il mercato riesca a lanciare a bomba ogni 4-6 mesi, fumati sempre, secondo le confortanti tradizioni socioresponsabili, alcolizzati ormai fino all’inpercettibile segnale di cirrosi nonché pornodepressi dalle tecnologie dovute alla messaggistica istantanea, alle webcam e alle chat più becere…essere portatrici di patonza non è facile.

Nell’ultima decina d’anni la patonza made in Italy ha sofferto di grave disattenzione, uno smacco che sembrava non recuperabile, dovuto soprattutto alla grande offerta palliativa data agli uomini di questa città. 

Innanzitutto l’apertura dei confini ai Paesi dell’Est, con l’arrivo in massa di belle e facili donzelle, tutte con patonza nuovissima e tutte pronte ad accalappiare l’uomo italico chiedendo in cambio ben poco.
Altro aspetto di distrazione: l’alcool e le droghe. A Milano ci si droga troppo (è ormai escluso il ragionamento: droga si, droga no. Vale invece chiedersi: quanto?) e ci si riduce così a ragazzini inesperti con la sola voglia di playstation e musica hard.
La promiscuità sessuale e la facilità di recuperare sesso ovunque. Questo è il terzo e decisivo affondo che ha reso la nostra femmina patonzata insicura e frustrata. Che uno uomo sia bello o che sia un cessetto a Milano conta poco. Se hai la (s)fortuna di vivere qui riesci a trovare sesso senza grosso impegno, indipendentemente dai gusti, dalle inibizioni e dalle smanie  più ardite.
Ultima ma non meno importante considerazione, antica nella forma ma cazzo sempre efficace, a Milano il 60% degli uomini è gay. Tra moda, pubblicità, design e qualsivoglia altra attività tipicamente frocia, l’intera economia della città si regge su relazioni che non necessariamente prevedono il coinvolgimento di una donna.

Esposizione drammatica? Dopo aver letto, oh voi sorelle minori della Letizia meneghina vi sentite disincantante e perdute? Nessuna paura mie care. I tempi stanno per cambiare e il cambiamento si percepisce nell’aria (c’è).
Come il cubo di rubik, come i leggings. Come la satira antiberlusconiana e le vivaci lotte di classe. Come i rayban a goccia e la musica soul, anche la patonza sta tornando di moda.
A breve ogni uomo milanese abbondonerà gli onori della vita dissoluta e tornerà alle buone abitudini di un tempo.
Come il bucato con la cenere delle nostre nonne. Come un weekend in Toscana. Come un buon bicchiere di vino rosso. Come la verità definita che la famiglia italiana (e sana) è alla base di questa società.

E’ questione di mode, di cicli. Bisogna saper aspettare.

Ge - featuring Ricky e Mat

Comments Off 13.02.2008. 19:20
Pubblicato in life contest

Milano nel weekend diventa pericolosa.
C’è smania di fare, troppa. C’è voglia di dire, certe cose che durante la settimana non sono concesse.
Prendiamo un venerdì sera, uno qualunque. Uno di quelli che alle 8 già sei seduto pronto al sushi con l’amica collega a stirare i muscoli e benedire il sacrosanto riposo che ci attende.
Mettiamo che il japan soddisfacente e miracolosamente economico si concluda con un reciproco scambio di certezze. Letto presto, niente alcool. Pochi giri, un cinema, niente ansie o struggimenti. Due giorni di quelli che faremmo contenti mamma e papà.

Poi una canzone, una telefonata. Un nuovo incontro e boom!
Ogni buona intenzione finisce a merda e via, di nuovo: Milano.

Mai Corso Como. Non quella Milano, troppo altro.

E la notte finisce veloce. E il mattino non arriva mai, anche stesi nei nostri letti, tenendo d’occhio porte e finestre, perché non entri il male. Almeno non stanotte.

La farmacista mi guarda con chiaro sospetto. Donna, quanto ti amo; in questo preciso istante vorrei possedere te e la tua sapienza tutta. Sono le 8 del mattino, e dodici ore dopo le fatidiche promesse di tranquillità, l’amica collega è al sicuro. Io non ancora.

Ge

Cédric Tanguy

Comments Off 11.02.2008. 11:59
Pubblicato in life contest

Nelle terre selvagge, alla ricerca del vento. Del suono incestuoso del vento sull’acqua. Perché acqua e vento sono fratelli. Alla ricerca del sole vero. Perché fra questi palazzi azzurro cemento il sole finge (e tinge) la realtà. La verità.
Cosa accadrebbe se scappassi via? Cosa diventerei?
Niente elettronica, numeri e codici nella memoria. Nessuna carta, nessuna scheda da conservare. Nessuna paura che gli altri possano rubare, clonare, spiare, copiare. Nulla.

Non mi succedeva da tanto. Uscire da un cinema con la consapevolezza piena di aver visto un buon film. Completo, forte, assoluto e ben fatto. In ogni sua parte.
Into the Wild è un lavoro equilibrato e sapiente. E’ la ragione che si scontra con la paura di vivere soli. E al tempo stesso è il desiderio di solitudine.
Solitudine nell’amore, nei difficili rapporti con le persone che scegliamo e con quelle che ci vengono imposte. E’ la morte che arriva violenta, dolorosa ma calda, irruenta e vuota. E’ il terrore di aver compiuto momenti di assoluta follia.

Perché la pioggia talvolta è musica e riempie gli occhi. Perché la neve talvolta colora di puro e di bello le nostre giornate.
E quando le nuvole cariche arriveranno sullo spazio immenso ed infinito forse (forse) i nostri cuori potranno finalmente ricevere la verità.

Comments Off 01.02.2008. 17:46