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Ge | flotteur
Archivio April, 2008
Pubblicato in life contest

Crolla anche Roma e la certezza dei fori imperiali illuminati in piena notte. Qualcuno continua a ripetere “è quello che ci meritiamo” e questa cosa mi disturba.
Perché io non me lo merito.
Non accetto la verità discutibile secondo la quale abbiamo bisogno di una mano forte per essere guidati. Che certe idee di fermezza e comando riporteranno l’ordine e debelleranno il malcostume e l’illegalità.
Sono convinto che le persone che aspirano alla fermezza siano le prime a trasgredire. Che uno Stato debba garantire le libertà, non diminuirne la portata. E che sia poi compito di ognuno di noi vivere come desidera la propria esistenza.

Ma.

Devo ormai rassegnarmi alla sacrosanta verità di chi mente. Di chi giura di voler combattere un sistema corrotto, e per farlo usa altra corruzione. Diversa. Di chi promette piccoli vantaggi e distoglie l’attenzione dal dramma vero, e cioè: che questo Paese è triste e nella tristezza si ferma e ristagna.

Nonostante.

Confido ancora nella voglia e nella magia. Nel “non saper fare niente, in un mondo che sa tutto“. In certe sere di primavera col vino buono e l’edera in pergolato sopra la testa.
In quel video dove Dalidà col viso segnato dalle lacrime canta “Ciao Amore Ciao”. Drammatica. Bellissima.

Abbiamo vissuto Roma nell’ultimo giorno prima della svolta. Ed era emotiva.
Il cambiamento già si avverte ed è freddo. Lo sentite anche voi?

Per i prossimi cinque anni resto qui, fermatemi così. Resto a guardia di questa piazza, confidando in un ritorno alla bellezza. Quanto prima.

Ge

Comments Off 30.04.2008. 18:01

Eccomi pronto per questo nuovo (nuovissimo) Governo che ci aspetta.
Appurato che d’ora in poi il verde acceso sarà il colore must di ogni progetto o evoluzione, mi preparo a diventare settentrionale. Nello specifico: Lumbàrd.
Adeguatevi tutti cari amici terroni transmigrati a Nord. Da oggi il meridionale aldilà del Po non è più al sicuro. E’ finita la pacchia, bisogna adeguarsi.

Tranquilli, vi spiego io come si fa. Eccovi un elenco breve e semplice di pochi punti da osservare minuziosamente.

COME DIVENTARE SETTENTRIONALE IN 5 SEMPLICI MOSSE

1 - Se sei terrone si intuisce innanzitutto dal nome. Bisogna porre rimedio e non ammettere nomi quali: Gennaro, Gaetano, Ciro, Giuseppina, Filomena, Nunziatina…Stesso discorso per il cognome che deve assumere per l’occasione un sapore vagamente da Triveneto produttivo. Io ad esempio, facendo appello al mio terzo nome di battesimo, d’ora in poi per tutti voi sarò: Gianni Galdòn.

2 - Ovviamente bisognerà lavorare sugli accenti e sulla cadenza, tozza e dura tipica del sud. In questo i pugliesi sono più avvantaggiati visto che la massiccia migrazione degli anni scorsi ha reso il dialetto milanese una strana pastura di lombardo-barese-salentino. Tutti gli altri dovranno esercitarsi di più, in particolar modo sulle E sempre aperte e ripetendo di fronte allo specchio espressioni come:
 - Cosa costa? (non: quanto costa)
 - Casa mia rimane fra corso Genova e corso San Gottardo (non: casa mia si trova…)
 - Riesce a farmi accendere? (non: ha da accendere)
Sarà abolito il passato remoto e (ovviamente) l’uso del VOI, a meno che non vogliate - in un momento di grande enfasi - parlare alle folle di federalsimo fiscale e autonomia nella gestione della sanità pubblica.

3 - Cosa assai più complicata è il discorso legato all’aspetto fisico. Mentre risulterà facile adeguarsi ai canoni lombardi di eleganza minimale e sempre “polenta-chic”, risulterà più ostico sembrare un lombardo per i tratti somatici e la conformazione del proprio corpo. In tal senso saranno privilegiati tutti quei meridionali con discendenze normanna o longobarda (come me: asc’fà a maronn! oooppssss, mi correggo: uè figa, che botta di culo). La chirurgia plastica saprà darvi soccorso (mi riferisco soprattutto alle donne meridionali, sono loro le portatrici più evidenti di “terroneità”). Bisognerà agire su: nasi pronunciati, addome a mezza luna, gambotte tornite, capelli crespi.

4 - Se vuoi essere un vero lombardo devi essere corporativo. Ragion per cui chi ha già dei figli provveda velocemente ad inserirli in attività di gruppo che saldifichino forza e solidarietà. Basterà iscrivere il proprio pargolo a corsi dopo-scuola ben studiati: tennis, squash e teatro sembrano essere le attività migliori per proiettare i più piccoli in un futuro lombardo senza ombre o contraddizioni. Ovviamente fondamentale risulterà la frequentazione dell’oratorio (almeno fino ai 16 anni, momento in cui si tramuterà in adesione convinta a sistemi associativi stile “Comunione e Liberazione” e poi ”Compagnia delle Opere”) e l’iscrizione alle scuole migliori del centro.

5 - L’ultimo suggerimento (poi non dite che non vi ho avvisati quando gli squadroni dei leghisti irromperanno in casa vostra e neanche la devozione improvvisata a Sant’Ambrogio potrà salvarvi) riguarda le abitudini alimentari. Così un risotto giallo vi sembrerà il meglio che possiate gustare e abolirete: ragù, parmigiana, verdure e ortaggi di stagione, dolci ripieni e fritture. Cibi assolutamente vietati: ricotta e mozzarella.

Altri piccoli aiuti compresi nel kit “SalvaTerrone”:
 - fate le vostre vacanze in Liguria; altrimenti Jesolo o Riccione potranno darvi soddisfazione.
 - se fate uso di droga: basta con l’erba; d’ora in poi solo cocaina.
 - cancellate la musica di gente come Battiato, Bennato o Carmen Consoli. Da adesso in avanti Spagna e Iva Zanicchi sapranno tenervi compagnia.

Diventa anche tu Lumbàrd, fai come noi.

Noi eravamo terroni. Poi siamo guariti.
Gianni Galdòn, Jò Carnimìn e Stefano Stellusconi.

Commenti (36) 16.04.2008. 15:02
Pubblicato in life contest

Sapete che esistono migliaia di tipi di rubinetti, pomelli, maniglie e manigliette? Forme tonde e allungate di tazze, cessi e lavabi o lavandini. E miscelatori a bocchettone, da parete o da piano, con o senza deviatore (ah il deviatore…), soffioni della doccia, doccino e via…piastrelle a quadrotti, bisazza, rettangolari, in linea o non in linea, specchi, piatto doccia e porta doccia: scorrevole, a mezza luna, in plexiglass, vetro temperato o cristallo, trasparente o opaco, con una o due aperture, a scomparsa, battente o scrigno.
Sapete che rifare un cesso richiede una pazienza ed un’accurata volontà di impegnare il proprio tempo in orribili capannoni di periferia dove baldanzosi giovinastri ti spiegano, con la luce negli occhi, le potenzialità di un bidet?
A tal proposito mi dice Wikipedia che “La parola bidet è anche il nome francese per indicare il pony; deriva da bider che significa “trottare”. L’omonimia è dovuta alla somiglianza delle posizioni che si assumono durante l’utilizzo del bidè con quella della cavalcata del pony“.
T’è capì?
La mia architetta del cuore renderà il mio bagno tutto madreperlato e melanzana. Una roba che mi farà commuovere ogni volta che, stropicciato dalla sveglia del mattino, procederò ai servizi mattuttini di refresh e ammodernamento.

E siamo solo al bagno.
Prendere casa nuova è un viaggio sfiancante e logorevole (?). Interi sabato pomeriggio a vorticare come assatanati da un capo all’altro della periferia milanese, carichi di mappe e preventivi, idee che sfuggono alla memoria e pochissime (almeno per me) certezze.

E vogliamo parlare della cucina finalmente trovata? 
Sempre con l’amica architetta (santa, beata, splendida donna paziente) abbiamo preso un modello e compleatamente rivisto. La prescelta è tutta bianca, laccata e lineare, con due forni (in alto) senza pensili scoperti, con gran parte della parete a vista (fondo color tortora, of course), tutta cubica e chiusa. Insomma una cucina che “ovviamente” mi costerà un botto al cuore ma che “cazzolina” mi (ci) piace.

Nei nostri vagare “arrediamo la nuova casa di Ge nella nuova Bovisa” che - ribadisco - rappresenta il quartiere di Milano dove “tutto deve ancora accadere” - a proposito leggete qui e capirete quanto I AM Avanti -  l’unica certezza, facile e senza perplessità è stata la scelta del divano, bianco in pelle, bello bello, anche resistente come ci ammicca la signora Lucia di Divani&Divani, alludendo a possibili exploit di sesso folle lontani dal letto. Eh si.

Io spero che il peggio sia passato. Ma so che non è così.
Per adesso mi riposo: bagno e cucina li abbiamo sistemati. Pagati e preventivati.
Manca tutto il resto. Ma tutto il resto (vero?) è più facile.
Cosa mai sarà scegliere un letto, e le tende. Le luci?

Ge


André Ethier

Comments Off 13.04.2008. 12:24
Pubblicato in certa passione

Altra ammissione di colpevolezza. Stanotte ho ballato “Please don’t stop the music…music…music” e mi è piaciuto.
E ho festeggiato il mio compleanno storto. Quello che amo chiamare: “il compleanno storto di Ge”.
Nonostante l’educazione sentimentale e musicale degli ultimi mesi, subisco ancora certi scivoloni. E ammortizzo dei gran lividi nuance melanzana sulle chiappe. Come melanzana sarà il pavimento del mio bagno nuovo.

E’ domenica mattina. Ho gli occhi gonfi. Mi aspetta un’altra settimana difficile.
E nel caos intermittente (non calmo, il caos calmo è una pessima trovata di un pessimo scrittore) di questi 12 mesi messi in fila, la colonna sonora l’ho selezionata in un giochino ipnotico della play.

Buon primo compleanno Oltretutto Ge

Comments Off 06.04.2008. 13:24