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Ge | flotteur
Archivio May, 2009
Pubblicato in life contest

Voi, navigatori agitati nel mare agitato da paure e colpi di vento fortissimo.
A voi, miei docili agnelli in attesa del colpo di morte. Terrorizzati dall’idea che qualcuno faccia macello delle vostre ansie, delle idee costruite nel tempo, di un amore ancora possibile.

E’ colpa del mare, del cielo e del mare. Di questa estate esplosa d’improvviso. Dell’aria calda che soffoca Milano.
Non è debolezza, non temete.
E’ una richiesta di aiuto. E’ l’asfalto già sciolto che sporca le scarpe. E’ quella patina sottile che offusca la vista più ampia. E’ lo sporco che macchia il sentimento, a fatica reso brillante.

Questa estate sarà caldissima. Questa estate sarà peccato.

Per chi si scopre, d’improvviso, col cuore in gola. Per chi lascia - per sempre - la certezza di una casa che sembrava famiglia.
Per chi vive ogni giorno come se ogni giorno fosse la somma perfetta di una vita intera.

Questa estate sarà caldissima. Questa estate sarà sollievo.

Per chi dimentica troppo in fretta le parole dette. Per chi vorrebbe essere solo, adesso più che mai.
Per chi vive ogni giorno come se ogni giorno fosse la mancanza perfetta di una vita intera.

Potrebbe piovere stasera. Potrebbe arrivare uno di quei temporali che intasano i tombini, scintillano i tram e ridanno aria ai pensieri più afosi. Potrebbe implodere il nuovo grattacielo di viale Gioia, sgretolarsi in una visione mistica e fortissima. Potrebbe straripare il naviglio della Martesana, portare acqua in ogni cantina ammuffita, coprire i sentieri che conducono in certe strade di sesso e droga, dove il sesso e la droga non danno piacere, ma solo tormento e insonnia.
Potrebbe, una luce fortissima accecarci tutti e lasciare, dopo il bagliore, il senso vero di questa estate troppo lunga per essere ricordata come l’estate che diede un motivo alla nostra passione, in ogni goccia di sudore che leccheremo sui palmi delle nostre mani.

Ge, guardami negli occhi

 
Hernan Bas

Comments Off 25.05.2009. 15:58
Pubblicato in certa passione

Mi ha insegnato ad uscire dagli schemi, o quantomeno a credere sia possibile. A programmare il presente - non l’accadrà -  a vivere secondo pensiero, non parola.

Sono un fottuto ragioniere, ora ne sono convinto. Ancora questa volta, ne sono convinto. E non parlo del mio lavoro, dell’organizzazione di un viaggio o chennesò di un investimento. Parlo di cuore. Di amore. Di bene.

Cerco di guarire da questa insensata voglia di gestire i miei amori come se fossero eventi a budget ridotto. Da diverso tempo, cerco di “sentire” ma spesso mi fermo al “dire”. Cerco - in questo nuovo maggio ancora una volta, e sempre soltanto maggio - di non usare l’amore come si usa il perdono. Come si usa un asciugamano caldo prima di cena, in certi ristoranti giapponesi dall’aria pastello.

Oggi mi sento sereno. Finalmente dopo tanti giorni di astiosa ansia. Oggi è il 14 maggio e mi sento sereno. 

“I giri in moto in piena notte, quando Milano ci disse ciao. I chilometri a camminare, perché si può anche camminare senza un doveroso motivo. Le risate e quegli occhi teneri e fecondi. Quella notte di febbraio quando la macchina non bastava a contenere i pacchi di un compleanno allegrissimo. E quella foto dove bellissimi lo siamo ancora. Anche oggi che è il 14 di maggio”.

Ge, dimmi dimmi che cos’è l’amore. L’amore è una ranocchietta verde!


Dan Colen

Comments Off 14.05.2009. 17:53
Pubblicato in life contest

Rinnovato (e ritrovato) nel corpo, nelle forze, nel piede ferito a sangue e nello spirito (santo, santissimo) ho affrontato un’idea, racimolato soldi e fatica, e ho scelto il dove.
In pieno downtown cittadino eccomi a correre di fronte ad uno schermo ultrapiatto e una fila interminabile di culi perfetti. Pantaloncini nero lucido, auricolari ben piazzati, goccioline di sudore anni 80.
Forse ho sbagliato. Forse ho mirato troppo in alto. Scegliere una palestra in pieno centro a Milano credevo mi desse la carica giusta.
Ho bisogno di bellezza intorno a me” ho affermato deciso quando gli amici mi dicevano di scegliere qualcosa di meno glam. Ed eccomi qui - dopo sole 3 settimane - a ricondurre ogni mio sforzo all’affanno deciso di diventare bello bellissimo.

La mia palestra è frequentata da:
 - gay
 - quasi gay
 - gay che sembrano etero
 - etero che sembrano gay
 - etero che vorrebbero essere gay
 - gay che vorrebbero essere etero
 - donne affariste
 - donne affrante
 - donne tettone
 - donne amiche dei gay

In questo gran ciarpame di muscoli tesi, modelline slave, labbra mattone, grandi fratelli e due tronisti, personal trainer con l’allure dell’escort e tessere PdL nei taschini delle giacche gessate, ammetto il miu (miu) strambo smarrimento.
Ma non mollo. Sia chiaro.

“Gennaro, Qual è il tuo goal?” mi ha chiesto il medico napoletano che ”si, mi sto specializzando in fisicologia figherrima ma come secondo lavoro faccio il modello alla Casablancas”.
“Fare sesso in una delle jacuzzi che avete lì in cima sul terrazzo cha affaccia in Piazza Duomo” ho risposto sicuro.
“Bene, lavoreremo per questo tuo obiettivo allora”.  Mi ha guardato. Mi ha sorriso. Ha ripetuto che fumo-mangio-decido-bevo troppo e dormo-rifletto-amo-coloro troppo poco ed è andato via. Indicandomi l’accesso alle jacuzzi.

Ge


David LaChapelle

Comments Off 13.05.2009. 12:06