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Ge | flotteur
Archivio September, 2009
Pubblicato in life contest

Rotola via in un solo momento, in un sol colpo (che sfinimento) l’idea precisa che questo autunno sarà per tutti un fatto assai lungo.

Settembre è ipocrita, è decisamente borghese. Il mese della rinvenuta normalità, della calma che appare. Lasciate le spiagge (ridotte all’osso) gli aperitivi al tramonto (ridotto in foto) quel bacio rubato in una pineta (ridotta a battuage) eccoci in fila per la pausa pranzo. Eccoci con la sguardo fisso alla cassetta delle lettere.

Settembre è meschino, è il mese dell’anno più falso e ingannatore. Il sole fermo fino a sera ti fa sognare che ancora si possa vivere e respirare l’estate appena sfinita. E invece, ogni cosa intorno ci ricorda cosa dobbiamo essere. Per un autunno - quest’anno - magenta.

Questo Paese ha un cancro, difficile da sanare. Da secoli in metastasi in ognuno di noi.
Che siate uomini di ricerca, operai, persone venute a cercare fortuna. Che siate splendide ragazze pronte al sesso pur di viaggiare in un auto dai vetri oscurati, o giovani dall’impeto imperiale. Chiunque voi siate, anziani lasciati morire, malati a cui non è concesso morire. Donne che amano donne. Uomini che amano uomini. Chiunque voi siate, conservate la fiducia di un autunno luminoso. Come le foglie giallo acceso dei viali nel primo pomeriggio. Dove le auto corrono veloci senza fermarsi neppure un momento ad osservare chi è immobile, gelido, fisso, su quella panchina, ad aspettare la luce bianca dell’inverno.

Rotola via in un solo momento, in un sol colpo (che sfinimento) l’idea precisa che questo autunno sarà per tutti un fatto assai lungo.

Ge


Cédric Tanguy

 

Comments Off 13.09.2009. 13:22

In questo nuovo anno sociale cominciato al meglio fra malvagità ben strutturate, violenza, razzismo e una manciatina di insulti distribuiti un po’ in giro (ai terroni, ai froci, ai comunisti, ai musulmani, ai clandestini e ai rifugiati, agli insegnanti, ai fannulloni, ai dissidenti tutti) io, che ormai non decido nulla della mia vita ma credo fortemente nel valore della resa,  ho
 - accettato l’idea di badare al mio corpo, non più al mio spirito;
 - appreso il consiglio del nostro Papa(à) Benedetto dal Signore: “Dio persegue le colpe ma protegge i peccatori, purché sappiano dire no ai vizi del mondo e avere il coraggio di un radicale cambiamento di vita“; 
 - chiarita finalmente la mia nuova condizione di bello ma stupido.

Ge


Rainer Fetting

Comments Off 04.09.2009. 17:46
Pubblicato in life contest


Nippo-girl sfranta trova riparo e dolce dormire grazie alla sua Vuitton, sulla tratta alta velocità Roma - Firenze

Firmo la mia dichiarazione di dipendenza. Smetto di decidere.
Ottimi propositi per questo nuovo anno. La stagione 2009-2010 sarà all’insegna della resa.

Mi arrendo alla crisi economica: per il prossimo paio di scarpe aspetterò primavera, quando - dicono - torneremo opulenti e grassocci, fieri del nostro denaro.
Mi arrendo alla verità che questo Governo guiderà il Paese ancora a lungo e, nel pantano di idee e ideali, mi rifugio in pochi ma solidi pensieri di libertà: ognuno per sé. Questi mesi passeranno veloci.
Mi arrendo all’immacolata congettura che vuole ogni buon cristiano fedele allo spazio e all’infinita bontà di nostro Signore: tratterrò il respiro.

Mi arrendo al tempo che passa. Agli anni, al cervello che vaga, a certi segni evidenti di passata adolescenza. Per questo da oggi:  ”primo settembre”, vero capodanno della nuova stagione ragionata intorno ai criteri di buona condotta e morigerata vanità, scelgo di badare al corpo più che allo spirito. Di dipendere.

Ed ecco che sullo specchio del mio bagno da stamani sventola fiera la lista delle cose fare.

 - Omega 3: la soluzione a tutti i miei mali. Scarsa, scarsissima memoria e breve e lungo termine, ossido nelle vene, fumo nei polmoni, scimmiette paranoiche nel cervello. Una compressa al giorno da oggi e finché campo (così consiglia la sorella farmacista) e sto a posto. Non morirò riconcoglionito. Ma fiero e sobrio, come un anziano giapponese dell’isola di Okinawa.

 - Fitness: l’esosa, pretenziosa palestra di Piazza Duomo è già stata pagata. Ne ho fino al giugno del 2010. E allora cazzo, tre volte a settimana e nessuna possibile scusa. Sauna e bagno turco compresi.

 - Creme e cremine: con stupore ho da poco appreso che dopo la doccia va’ data una crema per idratare. Incredibile, tutti questi anni ad ammirare i miei polpacci crepati per poi capire che basta davvero poco per evitare, tra le altre amene secchezze, l’effetto “bianche scogliere di Dover” anche sui talloni. Inutile raccontare poi l’enorme sorpresa subita, e assimilata col fare del guerriero pronto a difendere la sua terra, quando ho capito (visto, constatato) che anche gli uomini possono avere le smagliature. Dannato sia il fianco a fisarmonica che mi ritrovo. Fratelli, silenzio.

Mi arrendo. All’età, ai segni. Mi arrendo ma nella resa combatto. Non posso migliorare la mia anima ma quantomeno posso provare ad essere più bello, più giovane, più stupido. Come i tempi ahimè richiedono.

Ge

 

 

 

Comments Off 01.09.2009. 15:42