Archivio October, 2009
C’è una notte durante l’anno dove il tempo regala tempo. La notte più lunga dell’anno.
E non per un fatto di stelle, stagioni, venti o passioni. Ma per una pura questione legale.
Nel bel mezzo della notte, d’improvviso, il tempo salta indietro e un’ora intera viene cancellata, come se non fosse mai stata vissuta.
Non so cosa abbiate fatto stanotte ma se avete dormito, credetemi, avete perso una grande possibilità: essere liberi, sfacciati, forti e finalmente veri.
Tra le 2 e le 3 di notte, qualsiasi cosa abbiate fatto, di fatto, non esiste.
Che abbiate preteso un brivido, donato un attimo, baciato uno sconosciuto con quella passione possibile soltanto con chi non amiamo.
Leccato, bevuto, dovuto subire una sola ridicola umiliazione.
Che abbiate urlato a squarciagola un nome, quel nome che ancora non riuscite a dimenticare. Che abbiate, invece, ascoltato una voce tanto fastidiosa da rimanerne affascinati.
Rubato. Ammazzato un ideale. Trasgredito ad una regola che da sempre avete rispettato.
Saltato, cantato, preso droghe fantastiche e brillanti.
Che abbiate fatto l’amore sotto un cielo nerissimo, risolto un enigma di cuore. Cha abbiate tradito, visto un tradimento.
Che abbiate dovuto scovare la felicità più prossima nel recinto dei maiali…tutto questo, stanotte, non è mai esistito.

Edward Hopper
(in mostra a Palazzo Reale - Milano - fino al 25 gennaio 010)
Comments Off 25.10.2009. 23:22
Durante la crisi economica del ‘29 si registrò un considerevole aumento dell’aspettativa di vita: circa sei anni. Un enorme balzo in avanti che portò gli americani (soprattutto) da 57 a 63 anni di vita media e a livelli di mortalità davvero bassi.
Questo perché, a quanto pare, durante la forte crisi si ridussero considerevolmente i consumi di fumo, alcool e cibo poco sano e, sempre a quanto pare, la dimunuzione del lavoro portò tutti ad utlizzare il tempo libero per migliorare i rapporti personali, stare di più all’aria aperta e a sentirsi meno vittime dello stress.
Ottant’anni dopo lo scenario si ripete. Non più 1929 ma 2009. Stessa crisi. Stessa povertà. Forte in Europa quanto negli States.
Facendo due calcoli, e prendendo in considerazione il periodo di austerity che stiamo vivendo, alcuni ricercatori del Michigan (si, sempre loro: gli stessi che fanno ricerca su tutto, anche su quanti orgasmi ha in media un topo muschiato) hanno di recente pubblicato uno studio che racconta gli anziani degli anni 50 (i prossimi anni 50: 2050) come dei giovanotti che a 70 e 80 anni avrebbero la stessa forza dei 50enni di oggi.
Tutti quelli nati negli anni ‘70 e ‘80 (i vecchi ‘70 e ‘80, quelli della discomusic, di Michael Jackson e degli yuppies: 1970, 1980) sarebbero destinati ad una terza età sfavillante, fatta di ottima salute, voglia di vivere e vigore fisico. Scompariranno moltissime malattie e i segni del tempo potranno essere rimossi facilmente. Non si morirà più di infarto, nè di malattie infettive.
Saremo tantissimi. Anziani tantissimi: circa due/terzi della popolazione italiana. Saremo brillanti e guideremo il Paese (neanche adesso al Governo ci fossero i trentenni) e - soprattutto - saremo liberi dai vizi che oggi ci costringono a vite malsane: nel 2050 le sigarette non esisteranno più, così come le droghe e certi peccati da mensa fast-food.
Dobbiamo prepararci. Essere pronti. La vita che verrà sarà la vera vita.
Conviene star fermi ed aspettare. Non sprecare energie. Lavorare sul corpo.
Avanzare la battaglia contro la morte che non ci avrà.
Saremo vecchi, forse soli, forse depressi, ma bellissimi.

Cédric Tanguy
Ge
Comments Off 15.10.2009. 15:02

Incontrare José Saramago ha un prezzo, non in denaro. In pieno centro a Milano, in un teatro bellissimo e luminoso, si ha la fortuna di dover pagare un prezzo: quello della verità.
Nel presentare quest’uomo minuto, sincero, quasi irriverente, la parola che viene ripetuta da chi, con invidia, parla di libertà degli intenti e delle intenzioni, è appunto: verità.
Ho conosciuto Saramago sul web, lo ammetto. Davvero poco per i suoi libri.
Per me questo vecchio portoghese dal cuore rosso e senza vincoli è un blogger dal fascino chiaro e senza pieghe. Dalla scrittura diretta, a mettere in fila parole elementari che prese insieme regalano un profondo senso della verità. Ancora: la verità.
José Saramago è un uomo divertente, da osteria. Sboccato, affascinante. Un premio nobel si, ma indisciplinato. Uno con cui ti fermeresti al baretto sotto casa, a fare due chiacchiere veloci. A raccontare quello che non va e quello che, invece, va troppo veloce.
Non è un intellettuale prigioniero dei suoi paradigmi di perfezione. E’ un uomo nato da una famiglia contadina e comunista che a gran voce dice quello che gli fa schifo.
A Saramago fa schifo il nostro primo ministro Silvio Berlusconi. A Saramago fa schifo il nostro papa Joseph Alois Ratzinger.
Parla di incantesimo. Si chiede come mai tanti italiani abbiano scelto un leader così volgare, ridicolo e patetico. Si domanda quanta responsabilità ci sia nel voto dei cittadini e quanto invece sia reale l’ipotesi di “incantesimo” nel quale tutti noi sembriamo vivere.
Ci racconta, Saramago, di come si parla dell’Italia all’estero, in Portogallo, in Spagna o anche in Francia. Di quanto sgomento si provi di fronte a tante brutture. E guardando la platea domanda: “Ma davvero ci sono così tanti italiani che credono in Berlusconi?“.
La verità è forse questa? La maggior parte dei nostri connazionali ha un senso così mediocre e sottile del senso della lealtà e del pudore.
E questi anni… verranno ricordati come il ventennio in cui l’Italia scopri di essere marcia e malata, oppure saranno innalzati ad esempio di forza e bellezza?
Gentile Maestro José Saramago, noi una risposta non la abbiamo. Ma forse - continuando a leggerti - forse, la troveremo.
” Se mi chiedessero di dare un ordine di precedenza alla carità, alla giustizia e alla bontà, darei il primo posto alla bontà, il secondo alla giustizia e il terzo alla carità. Perché la bontà, per se stessa, già dispensa la giustizia e la carità; perché la giustizia, giusta, già contiene sufficiente carità. La carità è ciò che resta quando non c’è né bonta né giustizia“.
José Saramago ad oggi lavora al suo nuovo e terzo romanzo, ha interrotto la scrittura sul blog.
Ma se volete è tutto ancora online.
Provate ad aprire la mente, anche solo per qualche ora. Poi, se vorrete, potrete tornare ad essere i pessimi servi della vostra ignoranza: blog saramago. Come forse farò, ancora una volta, anch’io.
Ge
Comments Off 13.10.2009. 13:16
Esiste uno squilibrio evidente, un evidente ma sottile fastidio. Un calcolato senso di disparità.
Un dislivello che porta a taluni eccessi di spasmo: una contrazione improvvisa e involontaria, a volte accompagnata da uno scoppio di dolore.
Per questo benvestiti e lucenti cerchiamo l’anima che questa città non ha.
Assegnazione di colpe. Remissione dei peccati, catechesi: insegnamento non ascoltato.
E il lunedì mattina, mentre il quartiere operoso con gran fretta ritorna volitivo, noi riacquistiamo la convinzione di cosa è giusto e cosa no.

Ge
Comments Off 05.10.2009. 10:55