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Ge | flotteur
Archivio November, 2009
Pubblicato in certa passione

E’ bastata una settimana per tornare figlio.Legato dal sangue, dallo sguardo sempre severo.
E’ bastato davvero poco: qualche ora di treno, una valigia stracolma e tutta una serie di pregiudizi da abbattere.

Mia madre è una donna bellissima. Sincera. Volenterosa.
Con un unico vero difetto: non aver trasferito su di me tanti dei suoi pregi.

Non ho il suo senso del dovere, manco di programmazione. Molti mi giudicano un ottimo coordinatore, di spazi e di tempi, ma fingo: io brancolo.
Mia madre è com’era mio padre. Persone sicure. Mai impreparate. Una vita fatta di certezze: la casa in città, la casa al mare. lavori stabili, e oggi stabile pensionamento. Cura dei figli, ancora oggi come allora. Cura degli affetti, mai tralasciati.

Avere mia madre qui con me, nella mia nuova casa a Milano, mi ha reso fragile. Quasi impreparato.
Io non so una montagna di cose che lei sa. Io non so come risolvere certe piccole questioni che lei sa sempre come affrontare: una bolletta in ritardo; le riunioni condominiali; l’idraulico che alza il prezzo; o anche la spesa migliore al miglior prezzo.

Mia madre ha rivoluzionato gli armadi e i cassetti, ha rimescolato giacche e calzini. Adesso, lo ammetto, vestirmi ogni mattina è più facile.
Mia madre non perde la fastidiosa abitudine di sgridarmi se, appena rientrato dal lavoro, non tolgo le scarpe e mi metto comodo; ma soltanto lei è riuscita a togliere quell’orribile macchia bianca sul mio parquet.

Ed io la adoro.

Ge

Comments Off 26.11.2009. 15:16
Pubblicato in life contest

 
Norbert Biski

Non so cosa sia peggio. Leggere poesie lasciando che ogni parola ti resti in testa per nottate intere. E mostrarsi deboli e affranti di fronte alla bellezza più pulita.
Oppure evitare scaltramente ogni battito, ogni colpo di reni. Camminare diritti, fieri e diritti.

Non lo so.

Quello che so, quello che sto capendo in questi anni che mi separano dal mio mare, è che non c’è miracolo senza penitenza. E che: per essere salvati, bisogna prima essere in pericolo. In vero pericolo.

 

Mi chiedono se la mia disperazione sia pari alla tua assenza. No, è qualcosa di più: è un gesto di morte fissa che non ti so regalare'’.
Alda Merini

Comments Off 04.11.2009. 17:10