Ogni amore ha una sua linea, un principio ed una fine. Ogni amore nasce senza un preciso motivo. E senza un preciso motivo muore.
L’ostinato chiede perché. Chi abbandona non ha risposte. O forse: trova risposte non dovute, inutili giustificazioni per quello che non c’è più.
Possibile? Eravamo unici, incredibilmente unici. Come è potuto finire tutto?
Riguardo le foto di quella vacanza, ci sei tu col sole negli occhi. Ci sei tu che mi guardi con desiderio.
Dov’è finito tutto quel trasporto, quell’ardore?
L’ostinato chiede perdono. Crede di poter cambiare le cose. E’ convinto di aver sbagliato qualcosa, detto qualcosa di sbagliato. Di aver dato troppo, o troppo poco. Di aver voluto tutto subito, di non aver capito.
La verità è che ero diventato un’abitudine, sempre presente. Tra di noi mancava la piacevole sensazione dell’attesa. Avrei dovuto farmi desiderare di più e non diventare quell’amico solerte e affidabile al quale chiedere qualsiasi cosa ma non la passione.
L’ostinato non guarda la realtà. Vede le cose ma non guarda come esse realmente sono.
E cioé. Che la passione ha un tempo, una modalità di svolgimento precisa. Che l’innamoramento esplode in maniera del tutto irrazionale e senza ragione va’ gestito. E quando il tumulto passa, quando il fremito cessa, tutto scompare con la stessa irrazionalità che origine gli ha dato.
Ge, erano giorni si

Rosson Crow
Ge
