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Ge | flotteur

Incontrare José Saramago ha un prezzo, non in denaro. In pieno centro a Milano, in un teatro bellissimo e luminoso, si ha la fortuna di dover pagare un prezzo: quello della verità.
Nel presentare quest’uomo minuto, sincero, quasi irriverente, la parola che viene ripetuta da chi, con invidia, parla di libertà degli intenti e delle intenzioni, è appunto: verità.

Ho conosciuto Saramago sul web, lo ammetto. Davvero poco per i suoi libri. 
Per me questo vecchio portoghese dal cuore rosso e senza vincoli è un blogger dal fascino chiaro e senza pieghe. Dalla scrittura diretta, a mettere in fila parole elementari che prese insieme regalano un profondo senso della verità. Ancora: la verità.

José Saramago è un uomo divertente, da osteria. Sboccato, affascinante. Un premio nobel si, ma indisciplinato. Uno con cui ti fermeresti al baretto sotto casa, a fare due chiacchiere veloci. A raccontare quello che non va e quello che, invece, va troppo veloce.
Non è un intellettuale prigioniero dei suoi paradigmi di perfezione. E’ un uomo nato da una famiglia contadina e comunista che a gran voce dice quello che gli fa schifo.

A Saramago fa schifo il nostro primo ministro Silvio Berlusconi. A Saramago fa schifo il nostro papa Joseph Alois Ratzinger.

Parla di incantesimo. Si chiede come mai tanti italiani abbiano scelto un leader così volgare, ridicolo e patetico. Si domanda quanta responsabilità ci sia nel voto dei cittadini e quanto invece sia reale l’ipotesi di “incantesimo” nel quale tutti noi sembriamo vivere.
Ci racconta, Saramago, di come si parla dell’Italia all’estero, in Portogallo, in Spagna o anche in Francia. Di quanto sgomento si provi di fronte a tante brutture. E guardando la platea domanda: “Ma davvero ci sono così tanti italiani che credono in Berlusconi?“.

La verità è forse questa? La maggior parte dei nostri connazionali ha un senso così mediocre e sottile del senso della lealtà e del pudore.  
E questi anni… verranno ricordati come il ventennio in cui l’Italia scopri di essere marcia e malata, oppure saranno innalzati ad esempio di forza e bellezza?

Gentile Maestro José Saramago, noi una risposta non la abbiamo. Ma forse - continuando a leggerti - forse, la troveremo.

Se mi chiedessero di dare un ordine di precedenza alla carità, alla giustizia e alla bontà, darei il primo posto alla bontà, il secondo alla giustizia e il terzo alla carità. Perché la bontà, per se stessa, già dispensa la giustizia e la carità; perché la giustizia, giusta, già contiene sufficiente carità. La carità è ciò che resta quando non c’è né bonta né giustizia“.

José Saramago ad oggi lavora al suo nuovo e terzo romanzo, ha interrotto la scrittura sul blog.
Ma se volete è tutto ancora online.
Provate ad aprire la mente, anche solo per qualche ora. Poi, se vorrete, potrete tornare ad essere i pessimi servi della vostra ignoranza: blog saramago. Come forse farò, ancora una volta, anch’io.

Ge

13.10.2009. 13:16

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