Durante la crisi economica del ‘29 si registrò un considerevole aumento dell’aspettativa di vita: circa sei anni. Un enorme balzo in avanti che portò gli americani (soprattutto) da 57 a 63 anni di vita media e a livelli di mortalità davvero bassi.
Questo perché, a quanto pare, durante la forte crisi si ridussero considerevolmente i consumi di fumo, alcool e cibo poco sano e, sempre a quanto pare, la dimunuzione del lavoro portò tutti ad utlizzare il tempo libero per migliorare i rapporti personali, stare di più all’aria aperta e a sentirsi meno vittime dello stress.
Ottant’anni dopo lo scenario si ripete. Non più 1929 ma 2009. Stessa crisi. Stessa povertà. Forte in Europa quanto negli States.
Facendo due calcoli, e prendendo in considerazione il periodo di austerity che stiamo vivendo, alcuni ricercatori del Michigan (si, sempre loro: gli stessi che fanno ricerca su tutto, anche su quanti orgasmi ha in media un topo muschiato) hanno di recente pubblicato uno studio che racconta gli anziani degli anni 50 (i prossimi anni 50: 2050) come dei giovanotti che a 70 e 80 anni avrebbero la stessa forza dei 50enni di oggi.
Tutti quelli nati negli anni ‘70 e ‘80 (i vecchi ‘70 e ‘80, quelli della discomusic, di Michael Jackson e degli yuppies: 1970, 1980) sarebbero destinati ad una terza età sfavillante, fatta di ottima salute, voglia di vivere e vigore fisico. Scompariranno moltissime malattie e i segni del tempo potranno essere rimossi facilmente. Non si morirà più di infarto, nè di malattie infettive.
Saremo tantissimi. Anziani tantissimi: circa due/terzi della popolazione italiana. Saremo brillanti e guideremo il Paese (neanche adesso al Governo ci fossero i trentenni) e - soprattutto - saremo liberi dai vizi che oggi ci costringono a vite malsane: nel 2050 le sigarette non esisteranno più, così come le droghe e certi peccati da mensa fast-food.
Dobbiamo prepararci. Essere pronti. La vita che verrà sarà la vera vita.
Conviene star fermi ed aspettare. Non sprecare energie. Lavorare sul corpo.
Avanzare la battaglia contro la morte che non ci avrà.
Saremo vecchi, forse soli, forse depressi, ma bellissimi.

Cédric Tanguy
Ge
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