Non conta o conta poco quanta fame di denaro possiate avere. Conta cosa siete disposti a fare per averne tanto, di più.
Questa mia è una confessione dovuta. Un ammirevole e sincero sintomo di colpevolezza.
Non rispetto il denaro, lo uso. Non ho mai dato importanza a come spendere.
Dimentico le cose comprate, le tratto male e non ne sono affatto geloso. Regalo. Do in prestito. Restituisco. Non conservo. Butto via. Cerco di isolare gli oggetti, di creare il vuoto. Detesto la folla delle cose.
Allo stesso modo, con lo stesso approccio disincantato, non biasimo chi vuole arricchirsi. Anzi. Resto convinto del forte legame che sussiste fra chi chiede al denaro nuove possibilità e chi lo fa in amore, negli affetti.
Chi vuole più soldi è generoso. Anche col cuore.
Chi vuole più soldi, chiede di più. Anche col cuore.
Che sta nel dai e dai delle meretrici.
Tacchi lucenti, una linea bianca sul comò. Un volo, un assaggio, il forte vento: tuonò. La fame. Un bacio bagnato. Un tuffo nel mare agitato. Da sogni lucenti, come i tacchi pungenti. Un po’ di cioccolato, una corsa senza fiato.
Ge

Viktor Pivovarov
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